Con Norcia, in Umbria, comincia la Via Benedicti
Prima tappa della Via Benedicti è Norcia dove egli nacque nel 480 d. C, da un'agiata famiglia romana, insieme alla sorella gemella Scolastica e qui visse i suoi anni giovanili fino all’età di 12 anni, quando si allontanò dalla sua terra natale per andare a studiare a Roma e per non farvi più ritorno. Sui monti della vicina Val Castoriana il giovane Benedetto ebbe modo di entrare in contatto con i monaci siriani giunti dall’Oriente (“i Padri del Deserto”), che frequentavano l’Abbazia di S.Eutizio a Preci e le grotte circostanti, e che si possono ritenere i padri spirituali del santo.
Oggi, nella Piazza principale di Norcia, dedicata a san Benedetto, intorno alla statua realizzata da Giuseppe Prinzi ed eretta in onore del santo nel 1880, si affacciano i più importanti edifici della città. Tra questi la Basilica di S. Benedetto che sorge sopra i ruderi di un edificio romano del I-II sec. d.C. identificato, secondo la tradizione, come la casa dove nacquero i santi gemelli. La Basilica, eretta tra il 1290 e il 1338 sulla cripta preesistente del IX sec., è stata rimaneggiata varie volte in seguito ai danni provocati dal terremoto nei sec. XVII e XVIII e restaurata in occasione del Giubileo del 2000.
Percorso di visita
La Basilica presenta all’esterno una facciata a capanna della fine del sec. XIV in stile gotico con un bel portale ogivale finemente scolpito e sovrastato da una lunetta raffigurante la "Madonna con Bambino tra angeli"; un elaborato rosone centrale e due nicchie laterali con le statue di san Benedetto e della sorella santa Scolastica. Alla fiancata destra della chiesa è stato addossato verso il 1570 la Loggia dei Mercanti, o Portico delle Misure, per creare una sorta di mercato coperto dei cereali: ancora oggi sono visibili i recipienti in pietra utilizzati per le misure.
L'interno, a croce latina con unica navata e abside poligonale, è strutturato su due livelli. Al piano superiore si trova la chiesa principale che mescola elementi romanici, gotici e barocchi a testimonianza delle varie modifiche subite nei secoli. Le pareti sono decorate con preziosi affreschi del 1500 e tele del 1600 tra cui quella prodotta da Filippo Napoletano nel 1621 racconta una storia curiosa della vita di Benedetto, allorché il santo riceve un fante travestito da re, inviato, al suo posto, da Totila, re dei Goti. Dalla navata della chiesa si accede, attraverso due scalette laterali, alla cripta posta al piano inferiore. Nell’ambiente diviso in tre piccole navate si vedono i resti di antiche mura romane (I-II secolo d.C.), ritenuti appartenenti alla casa natale del santo, una lapide a memoria della nascita dei due gemelli e frammenti di affreschi trecenteschi sulle pareti.
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