Luoghi di fede
Convento di San Cosimato a Vicovaro
L’eremitismo: una scelta che lascerà il posto a quella cenobitica
Seguendo l’esperienza spirituale di san Benedetto, la Via Benedicti ci conduce a Vicovaro, località nella valle dell’Aniene a 45 Km da Roma. Qui si trovano il Convento di S. Cosimato, oasi di tranquillità immersa nella fantastica natura del Parco Regionale dei Monti Lucretili, e le numerose Grotte affollate un tempo dagli eremiti.
Abbandonata Roma e gli studi letterari, san Benedetto scelse questi luoghi come luogo solitario dove ritirarsi. Rimase nascosto in una grotta per tre anni aiutato da un monaco di nome Romano che dall'alto della rupe calava abilmente il pane con una lunghissima fune, a cui aveva agganciato un campanello: l'uomo di Dio sentiva, usciva e lo prendeva. Qui san Benedetto soggiornò per diversi anni affrontando l’esperienza eremitica d’isolamento estremo che in seguito, a Subiaco, lascerà il posto a quella cenobitica, definitiva.
In questo luogo, nel VI secolo i seguaci del santo eressero una chiesa e un monastero dedicandoli ai santi medici Cosma e Damiano. Devastato più volte da barbari (sec. VI) e Saraceni (IX) è passato nei secoli dalla guida dei cluniacensi prima (sec. X) a quella dei cistercensi poi (XIII) che rimasero fino al 1407, anno in cui il monastero vicovarese fu concesso da Gregorio XII ai Frati Ambrosiani di S. Clemente a Roma, che tra fine XV inizio XVI secolo provvidero a un ampio restauro. Dal 1648 è stato affidato ai Frati del Terzo Ordine Regolare di san Francesco, mentre da pochi anni è gestito da una cooperativa di servizi.
Percorso di visita
In fondo a un ampio viale con cappelle della via Crucis si apre il portico della chiesa al cui interno si possono ammirare affreschi di scuola umbra e un crocifisso ligneo del Cinquecento presso l'altare. Intorno al Convento si aprono numerose grotte scavate nella roccia a strapiombo sul fiume sottostante, estremamente suggestive per i visitatori, a cui si accede attraverso una porticina a destra dell'ingresso della chiesa. Un’altra serie di romitori si trova nel giardino retrostante il convento e a cui si accede attraverso una stretta botola.
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