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I canti gregoriani |
Monaco benedettino davanti ad un'antica partitura musicale per coro |
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| Nel corso del Medioevo, con la ripresa dei riti e delle cerimonie religiose cristiane, fiorì l’attenzione per la musica da parte della Chiesa. Alla diffusione del repertorio dei canti sacri, arricchitosi notevolmente, contribuì il benedettino Gregorio Magno, poi papa Gregorio. Egli promosse la realizzazione dell’“Antifonario", una grande raccolta di canti sacri cristiani in lingua latina, scelti dalla Chiesa di Roma per essere eseguiti durante le funzioni religiose. Dal nome di Gregorio questi canti furono chiamati gregoriani, termine che comprende la produzione musicale che va dai primi anni di diffusione del Cristianesimo sino all'anno 1000 circa. I canti gregoriani si diffusero in tutta Europa grazie all'opera preziosa dei monasteri, delle abbazie e dei conventi (soprattutto benedettini) dove essi venivano ricopiati a mano e custoditi. Dopo varie contaminazioni intervenute nel corso del tempo, i canti gregoriani furono riportati alle fonti dall’opera dei Benedettini dell'abbazia di Solesmes, sulla base di rigorose verifiche filologiche, e subirono la restaurazione più importante con la Riforma della musica sacra voluta da papa Pio X nel 1903. Attualmente il canto gregoriano, riconosciuto dalla Chiesa come “il canto proprio della liturgia cristiana”, è disponibile nell’edizione del 1979 del Graduale Triplex, rappresentazione musicale in notazione quadrata risultato dello studio condotto dai monaci di Solesmes sugli antichi codici musicali presenti nelle maggiori abbazie benedettine europee. |
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