Dall’Impero allo Stato della Chiesa
Situata tra Concerviano e Longone, l’Abbazia di S. Salvatore Maggiore fu fondata nel 735, in un periodo di grande fortuna per i monasteri nel regno longobardo. Abbazia imperiale, ampliò i suoi possessi, oltre che nel Reatino, in Sabina, nelle Marche, in Abruzzo e nella stessa Roma.
Nell’891 fu presa e incendiata dai saraceni. Ricostruita con qualche difficoltà nel secolo successivo, nella lotta per le investiture si schierò con gli imperatori contro i papi. Con il concordato di Worms del 1122 S. Salvatore fu inglobata,
anche se dopo forti resistenze, nel nascente Stato della Chiesa; la locale nobiltà rurale si oppose a vari tentativi d’introdurvi la riforma cistercense.
Dagli inizi del Trecento iniziò la progressiva decadenza dell’abbazia, che subì profondi sconvolgimenti sociali, fu assaltata e in parte distrutta, perse irreparabilmente l’archivio abbaziale e fu gradualmente svuotata di possessi e potere.
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