Via Benedicti - Sulle tracce di San Benedetto tra Umbria e Lazio



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San Benedetto

Alle radici della cultura europea

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Dipinto di S.Lorenzo nell'Abbazia di Casamari


L’Europa affonda le proprie radici nell’opera di evangelizzazione e unificazione culturale delle sue popolazioni realizzata dalla Chiesa all’indomani del crollo dell’impero romano. Essenziale in questa opera è stato l'apporto dei monaci benedettini. I monasteri benedettini hanno rappresentato i principali centri di irradiazione della cristianità nel Vecchio Mondo, ma anche efficienti laboratori del vivere civile, decisivo contributo alla rinascita morale e culturale del continente dopo le invasioni barbariche. I monasteri benedettini rappresentano vere e proprie comunità, società in miniatura, in cui s’intersecano attività meditative e spirituali ma anche culturali, amministrative, produttive. Al loro interno da un lato si prega, si studia, si produce cultura e conoscenza, si raccolgono e organizzano manoscritti e documenti; dall’altro si coltivano orti e campi, si amministrano le risorse della comunità, si allestiscono farmacie dove le erbe raccolte sono trasformate in medicamenti, si cucina e si elaborano ricette gastronomiche.
Questa esperienza, però, non rimane confinata nel chiuso delle mura del convento, ma viene esportata al suo esterno, nella società. Sotto la guida dei monaci benedettini le popolazioni europee impararono a prosciugare le paludi, a disboscare le selve, a coltivare la terra, a tracciare nuove strade, a leggere e a scrivere. In tal senso il messaggio veicolato dalle numerose comunità monastiche benedettine in Europa ha contribuito alla costruzione dell’individuo e della moderna società europea e ne rappresenta, oggi più che mai, un valido riferimento di valori democratici e civili.